[Recensione] I Watson di Jane Austen


Buon Pomeriggio #FeniLettori di vecchi classici. Oggi ci troviamo a parlare di un libro che ha impegnato pochissime ore della mia giornata...

Il libro di cui vi parlo è della mia amatissima "Jane Austen" una delle mie scrittrici preferite ma credo che per molti di voi, questo non sia un mistero, ne ho parlato molte volte e molte altre ne parlerò. Non sono di parte ma vi basti leggere uno dei suoi scritti per rimanere affascinati dal modo di scrittura di questa autrice; dall'amore che c'era e dai modi garbati e scomparsi che si susseguono, si combattono e si velano, da eroine che lasciano davvero il segno, misteriose, dolci, accattivanti e spontanee. Un misto di eleganze e cortesia, quello che dovrebbe esserci in ogni scritto, surreale o veriterio che sia.

I Watson non è un vero è proprio romanzo ma forse l'inizio di tutto. E' un opera interrotta che si presuppone avesse cominciato a scrivere intorno al  1803 e probabilmente abbandonata dopo la morte del padre, nel 1805. Fu pubblicata dopo, dal nipote James-Edward Austen-Leigh, nella seconda edizione della biografia di Jane: "A Memoir of Jane Austen, 1871". Il titolo e la sua suddivisione sono stati scelti dallo stesso. Forse questa era solo una bozza di quello che sarebbe venuto dopo. I suoi magnifici romanzi. Nei quali ritroviamo molti dei personaggi che vi sono menzionati qui, alcune caratteristiche sono molto vicine, tra cui il nome Emma che verrà ripreso nell'omonimo romanzo.

Ci ritroviamo a seguire le vicende di Mr. Watson che è un sacerdote vedovo con due figli e quattro figlie. La figlia più giovane, Emma, ​​è stata allevata da una zia ricca e di conseguenza è più istruita e più raffinata rispetto le sue sorelle, ma quando ha l’obbligo di tornare a casa di suo padre si trova in seria difficoltà. Si ritroverà ad affrontare i volti, gli abiti e tutto ciò che appare schiacciando così la sua intelligenza. A quei tempi un matrimonio era il fulcro della vita di ogni famiglia benestante.  Le altre sorelle invece si contenderanno con maestria i rari scapoli abbienti del posto. Emma, compare come un personaggio forte e deciso, un pò come tutti i personaggi di Jane ma con quell'insicurezza d'amore che si basa su strutture eleganti e sofisticate. La scrittura appare lineare e decisa, come sempre la nostra Jane cancella la bellezza dell'uomo amato da tutte ma non dall'esimia protagonista, ribelle e intelligente.

Purtroppo però il romanzo si blocca drasticamente e non potremmo mai sapere cosa succederà dopo...solo nella sua lettera a Cassandra c'è un pensiero che si rifà al Romanzo e che il nipote sottolinea nella sua Memoria (Memoir of Jane Austen) del 1871: “Mr. Watson già gravemente malato nei capitoli di apertura sarebbe morto presto e Emma costretta a dipendere per una casa dalla meschinità del fratello e della cognata. Avrebbe rifiutato la proposta di matrimonio di Lord Osborne, e molto dell’interesse del racconto sarebbe derivato dall’amore di Lady Osborne per Mr. Howard, innamorato invece di Emma, che alla fine avrebbe sposato.” 

Peccato che sia stato interrotto così bruscamente ma chissà cosa aveva in serbo la nostra Jane. Un piccolo racconto da tenere a mente e da inserire anche questo nella grande raccolta della nostra amata Jane AUSTEN! Buona Lettura nel tempo...

"Il giovanotto che è stato qui ieri sera e che tornerà oggi, mia cara Emma, mi interessa molto di più di quanto forse tu possa immaginare..." ma Emma, fingendo di non vedere nulla di straordinario in quelle parole, rispose in modo molto generico e, alzandosi di scatto, sfuggì a un argomento che le ripugnava."

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