3 febbraio 2017

[Recensione] Rughe di Paco Roca


Buonasera lettori! Buon Venerdì e buon (quasi) fine settimana. Finalmente si è chiuso il quadrimestre e posso ricominciare a leggere *^*. Mamma mia, che liberazione. Anyway, per riprendere i miei regolari ritmi di lettura ho deciso di leggere qualcosa di leggero e non  molto lungo.
"Paco Roca ha raccontato la malattia dell'Alzheimer con delicatezza e umanità rendendo la storia di Emilio immortale. Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, è ricoverato dalla sua famiglia in una residenza per la terza età. In questo ambiente, egli apprende come convivere con i suoi nuovi compagni e con gli infermieri che li accudiscono, cercando di non sprofondare in una morbosa routine quotidiana. La lotta contro la malattia è sorretta dalla volontà di mantenere la sua memoria e di evitare di essere portato all'ultimo piano, quello del non ritorno. La mancanza di memoria - dai ricordi alle cose più semplici, come il saper mangiare o il vestirsi - la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti con un misto di umorismo e commozione."
Questa Graphic Novel la comprai due anni fa.
Ho voluto, però, temporeggiare per leggerla in quanto non trovavo ancora il momento giusto per collocarla fra le mie letture.
Quel momento giusto è arrivato oggi.
Una settimana prima di Natale sono andata a fare Alternanza "Scuola-Lavoro" in un centro geriatrico.
Lì ho preso confidenza con l'ambiente e con i pazienti.
Dopo quella settimana mi sentivo pronta a leggere "Rughe", però fra compiti e interrogazioni l'ho rimandato per oltre un mese.

Mentre leggevo,molte scene mi strappavano dei sorrisi e hanno rimandato la mia mente a quella settimana prima di Natale.

Rughe è una graphic novel breve ma  intensa.
L'autore non si dilunga ma descrive scene che restano nel cuore.
Molte volte è solo uno sguardo a riassumere l'intera vicenda.
I suoi personaggi comunicano soprattutto attraverso i gesti e gli sguardi.

Nulla è spiegato con il cucchiaino come molte volte accade  nelle graphic novel, in quanto vengono solitamente indirizzati a ragazzini e adolescenti.

La grafica mi è piaciuta molto.
C'è una particolare alternanza fra colori caldi e colori freddi.
I colori freddi sono usati soprattutto prima che accada qualcosa di spiacevole.
I colori caldi sono usati durante le vicende quotidiane e, quindi, serene del signor Emilio e degli altri pazienti del centro.

Come si può ben intuire questa graphic novel mi è piaciuta.

Credo che potrebbe aprire gli occhi anche a molte persone che credono che gli anziani non provino nulla e non capiscano nulla di quello che gli accade intorno.

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