[Recensione] Quasi niente di Mauro Corona e Luigi Maieron


Salve a tutti cari lettori! In questa settimana sono riuscito a concludere la lettura di due opere. Uno dei libri in questione è Quasi niente, scritto da Mauro Corona, scrittore, alpinista e scultore italiano e Luigi Maieron, un cantautore, poeta e scrittore italiano di lingua friulana.

La sinossi: Quasi niente ha il sapore antico delle storie narrate un tempo davanti al focolare. Storie che intrattenevano liberando sapienze semplici ed essenziali, di cui oggi si sente la mancanza. In quest’epoca frenetica dominata dai miti del successo, della vittoria a ogni costo e dell’arricchimento, Corona e Maieron portano un contributo diverso e spiazzante. Parlano di sconfitta, fragilità, desiderio, pace interiore, lealtà, radici, silenzio, senso del limite, amore, rievocando personaggi leggendari come Anna, Silvio, Menin, Tituta, Tacus, Orlandin, Cecilia, Tin, il trio

Pakai e molti altri. Uomini e donne che non hanno trovato spazio nei libri di storia ma hanno saputo lasciare un messaggio illuminante, che può trasformare le nostre vite. “Filosofastri” le cui minute sapienze tramandano la memoria di chi vive nelle piccole valli, dove non nevica firmato e ci si può chiamare da una costa all’altra. Questo libro ha un precedente nella voce. Nasce dall’incontro tra due grandi amici che, in una conversazione appassionata e godibilissima, alternano delicatamente storie, aneddoti, riflessioni e citazioni regalandoci un piccolo e prezioso gioiello. Una filosofia minima e pratica che al linguaggio gridato preferisce l’arte di sussurrare, in cui l’etica del fare ha sempre la meglio sull’estetica dell’apparire.
Una filosofia che proviene da un passato rievocato senza nostalgie. Un tempo in cui i valori erano vissuti concretamente non per moralismo ma perché aiutavano a stare meglio. Quasi niente è l’ultima traccia di un mondo ben diverso da quello in cui viviamo oggi. Un mondo duro, feroce, ma che ha ancora molto da insegnarci.

Nei contenuti impeccabile e condivisibile, nella forma molto discorsivo, un po’ dispersivo forse a tratti, una chiacchierata serale in taverna o in osteria quando l'oste ha già spento quasi tutte le luci ed aspetta che gli ultimi avventori se ne vadano. Voglio rileggerlo perchè mi sono un pò perso, ma resta la grande verità che meno si ha e più si è. Una lettura facile, così com'è facile recepire il messaggio che i due autori vogliono far passare. Non posso che consigliarlo.

Buona lettura, alla prossima scoperta!

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