[Recensione] Diario di Anne Frank


Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi è la Giornata della Memoria e credo che non ci sia modo migliore di ricordare che parlare del Diario di Anna Frank... 

Anne Frank contiene i tre diari scritti da Anna tra il 1942 e il 1944. Anna nasce a Francoforte nel 1929, quattro anni dopo insieme alla famiglia si trasferisce in Olanda che nel 1940 viene invasa dai soldati nazisti. Due anni dopo inizia il rastrellamento a cui la famiglia di Anna riesce a sfuggire grazie ad un alloggio segreto in cui si rifugiano e che sarà la loro casa per due anni.
Il primo diario che Anna scrive è un regalo di compleanno ricevuto in dono per i suoi 13 anni prima della fuga nell'alloggio segreto, attraverso i suoi diari Anna racconta la vita nel rifugio, la nostalgia di una vita normale, la paura di essere scoperti e la voglia di vivere di una ragazzina che non smise mai di sperare...







Il diario di Anna Frank è uno degli scritti più famosi riguardanti il tema della Shoah ma la sua peculiarità è che non parla di campi, di deportazioni o degli orrori della follia nazista, o almeno non lo fa direttamente. Questo diario racconta della perdita della libertà di una ragazzina di 13 anni e della sua famiglia, racconta la perdita del diritto ad avere una vita normale.

Anna inizia a raccontare poco prima di essere costretta a fuggire all'alloggio segreto. Parla della sua vita, delle sue amiche e delle cose che ama. Il tono del diario cambia di poco quando si ritrova a vivere rinchiusa insieme alla sua famiglia e alla famiglia Van Daan nel rifugio, ma è la funzione del diario che cambia: diventa il modo in cui Anna riesce a sfuggire a quella realtà claustrofobica che rischia di distruggerla. 

"Quando scrivo mi sbarazzo di ogni cosa, la tristezza svanisce, il morale si risolleva! Ma la questione più importante è se sarò mai in grado di scrivere qualcosa di davvero sublime, se sarò mai una giornalista o una scrittrice? Io lo spero, oh lo spero tanto, perchè con la scrittura posso fermare ogni cosa sul foglio, le mie riflessioni, i miei ideali e le mie fantasie."

Le pagine di questo diario, nonostante il periodo storico e la situazione in cui sono state scritte, trasudano normalità, speranza e voglia di vivere! Anna è una ragazzina come tante, ha dei sogni e spera di poterli realizzare; ha paura, paura di quello che le succede intorno e non capisce quell'accanimento così brutale verso il suo popolo. 
Attraverso le parole Anna sogna di tornare a vedere la luce del sole, a respirare aria fresca, a poter vivere quella vita a cui ha diritto. 
La speranza è il filo conduttore di ogni pagina che scrisse, una speranza che rimase stabile fino alla fine.

"Mi piacerebbe poter andare in bicicletta, ballare e chissà cos'altro; quanto vorrei essere di nuovo libera!"

Non si può commentare un libro del genere, non ci sono parole per descrivere le sensazioni che ho provato leggendo il diario di Anna. Mi sono sentita triste e disperata per questa ragazza a cui è stato tolta la possibilità di crescere, mi sono commossa leggendo quelle pagine in cui parlava del suo futuro, un futuro che non ha avuto.
I diari già lasciavano prefigurare il talento di questa giovane donna che descrisse due anni di vita in una prigione sempre con leggerezza e ironia.


L'ultima pagina di diario che Anna scrisse è datata 1 Agosto 1944 e si conclude con una frase che Anna rivolge a sè stessa: "Sii gentile e abbi coraggio!",una frase quasi profetica perchè solo tre giorni dopo l'alloggio fu scoperto e la famiglia Frank fu catturata e deportata ad Auschwitz. Anna e la sorella Margot furono poi trasferite a Bergen-Belsen dove morirono di tifo all'inizio del 1945. 
E' nostro dovere leggere le memorie delle vittime e continuare a parlarne. Ricordiamo per non dimenticare. Ricordiamo per non ripetere.

Non ci riesco a costruire tutto sulla morte, la povertà, la confusione, osservo il mondo e il modo in cui viene trasformato in un deserto, sento il rombo sempre più vicino, presto troverà anche noi, sento tutto il dolore di milioni di persone, ma poi guardo il cielo e so che tutto andrà bene, che questa spietatezza finirà e nel mondo torneranno la calma e la pace. 


Commenti

  1. Lo lessi anni fa alle superiori, e ne porto dietro un ricordo indelebile e sofferente. Sono d'accordo con le tue parole.

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