[Recensione] Shirley di Charlotte Brontë


Buon pomeriggio cari Lettori! Oggi per la rubrica "Letture dal passato", parliamo dell'ultimo classico che ho letto...

Shirley è il secondo romanzo, dopo Villette, edito Fazi Editore, che pian piano sta ripubblicando i romanzi meno conosciuti ma pur sempre bellissimi di Charlotte Brontë.
Shirley è ambientato nello Yorkshire di inizio Ottocento. La storia ha inizio con l'introduzione dei luoghi e dei personaggi principali e successivamente con la presentazione dell'evento che andrà ad influenzare tutta la storia: l'arrivo in paese della ricca ereditiera Shirley.
La giovane donna stringe amicizia con Caroline Helstone, orfana e nipote del curato del paese, e con i cugini di lei Hortense e Robert Moore. Le relazioni tra i personaggi si faranno sempre più complicate mentre sullo sfondo si svolgono le guerre napoleoniche e le lotte luddiste. Pur essendo un romanzo meno noto rispetto agli altri, Shirley è una lettura ricca e imperdibile.
Shirley è un romanzo in cui gli eventi storici e sociali dell'epoca vanno a intrecciarsi con eventi e situazioni inventate dall'autrice in un mix perfetto!
La storia è ambientata in un paesino dello Yorkshire in cui la questione luddista è molto sentita. La fabbrica di tessuti di Robert Moore è pronta ad acquistare i macchinari che renderanno il lavoro più veloce e produttivo ma che andranno a svantaggio degli operai. La scelta di Mr Moore viene accettata con astio dagli operai e per questo ha inizio una specie di lotta tra classi che si trascinerà fino alla fine del romanzo.

In questo contesto arriva la giovane Shirley, un'ereditiera proprietaria di parte della fabbrica, insieme a Mrs Pryor, la sua governante, che immediatamente intesse rapporti con il vicinato, specialmente con Caroline Helstone, e influenza indirettamente tutte le dinamiche tra gli abitanti del paesino.
In un vero romanzo corale la Brontë narra una storia dalle mille sfaccettature e ricca di profonde riflessioni su svariati argomenti che, nonostante il passare degli anni, sono ancora attuali.

Shirley è il terzo romanzo che leggo di Charlotte e come ogni volta la lettura di un suo libro mi cattura completamente e mi affascina. Lo stile è semplicemente meraviglioso, ricco di descrizioni sublimi che permettono al lettore di vedere chiaramente i luoghi in cui si svolge la storia. La narrazione ha un bel ritmo e non annoia mai grazie alla combinazione perfetta tra descrizioni dettagliate, dialoghi brillanti e molti colpi di scena ben riusciti.

Ho amato ogni aspetto di questa storia e, nonostante l'abbia letto in ebook, l'ho finito in pochissimo tempo ammaliata dalla capacità di narrare della Brontë!
Oltre ai temi tipici dei romanzi del periodo l'autrice inserisce anche cenni storici alle guerre napoleoniche e alle lotte luddiste. Quest'ultimo argomento riveste un'importanza fondamentale nel romanzo e viene trattato in maniera molto precisa ed esaustiva.

Un altro argomento di cui si parla spesso e che in un certo senso anticipa i tempi è il ruolo delle donne. Più di una volta, attraverso le voci di Shirley e Caroline, viene sottolineata l'importanza di non lasciare le donne nell'inattività ma piuttosto di aiutarle a trovare il proprio posto e a sentirsi realizzate.

"Dovreste voler essere orgogliosi delle vostre figlie e non essere costretti ad arrossire. Cercate per loro un interesse, dunque, un’occupazione che le sollevi al di sopra delle civetterie, delle manovre, dei pettegolezzi seminatori di zizzania. Tenetele in schiavitù e in ristrettezza di vedute, ed esse saranno per voi una preoccupazione, fors’anche una disgrazia, una pestilenza. Coltivate le loro menti, date uno scopo alla loro vita, un lavoro, ed esse saranno le gaie compagne dei giorni lieti, tenere infermiere nelle vostre malattie, sostegno della vostra vecchiaia!”.


Molto bella anche tutta la parte relativa alle relazioni che nascono in questa piccola comunità.  A tratti l'atmosfera tipica dei romanzi dell'epoca lascia il posto ad un'atmosfera più cupa, spesso viene affrontato anche il tema della morte ma sempre in maniera delicata.

Insomma è abbastanza chiaro che ho amato questo romanzo in ogni suo aspetto, forse anche più dei precedenti libri della Brontë, e non posso far altro che consigliarvelo! Buona lettura!

Quasi tutti noi abbiamo avuto un periodo, o periodi, della vita in cui ci siamo sentiti sconfortati. Quando, avendo a lungo sperato contro speranza e avendo sempre visto differito il giorno dell’appagamento, può capitare che il cuore si ammali davvero. È un’ora terribile. Ma spesso l’ora più buia è quella che precede l’alba; c’è un momento, nel giro dell’anno, in cui il gelido vento di gennaio reca l’ultima devastazione dell’inverno, però in quel canto funebre c’è già la profezia della primavera prossima a venire.

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