[Recensione] Tra cielo e terra di Paula McLain


Buona Domenica miei cari #FeniLettori! Oggi ci occupiamo di un libro diverso, bello e particolare.

La lettura ha richiesto alcuni giorni ma fondamentalmente il libro deve essere vissuto e studiato. Tra cielo e terra è un capolavoro, a mio avviso, imperdibile. La prosa elegante, articolata e di alta qualità rendono questo romanzo unico. 

Se nel suo primo libro “Una moglie a Parigi" pubblicato in Italia l'autrice Paula McLain si è occupata della biografia romanzata di Hadely Richardson prima moglie del giovane Hemingway, in questo secondo libro va ad affrontare la biografia romanzata di un'altra donna molto importante, Beryl Clutterbuck,  la prima donna a volare in solitario attraverso l'Oceano Atlantico. La sua vita come narrata nel libro è stata particolare, diversa per una donna di quei tempi e ribelle, proprio come il suo carattere irruento e incline alla libertà.

Nel 1904 il padre di Beryl dopo aver lasciato l'Inghilterra convenzionale insieme alla sua famiglia decide di acquistare un piccolo pezzo di terreno in Africa, vicino Nairobi. La terra si rivela essere una terra arida, priva di qualsiasi lusso e di una vera casa dove abitare. Così piano piano Charles inizia a costruire il suo podere ma la moglie non abituata a quella vita cede e decide di andare via con il figlio più piccolo cagionevole di salute. Così Charles e Beryl rimangono soli ad affrontare il loro destino...

Credo che in parte Beryl sia stata toccata dalla fuga della madre e abbia adattato il suo carattere allo spirito ribelle dell'Africa, alla libertà della sua infanzia solitaria e alle abitudini di quel posto incolto; pur essendo una donna forte i tempi erano ben diversi da oggi e costruirsi una vita propria era alquanto difficile. Una donna indipendente poteva essere un vero scompiglio. Beryl con i suoi modi libertini lasciava una scia di confusione, andando a intaccare il già fragile equilibrio che c'era. Sicuramente la definirei una donna coraggiosa e piena di spirito, con una mente aperta ma purtroppo per quell'epoca tutto risultava sbagliato, ingombrante e promiscuo.

Dopo la dipartita della madre e aver superato il suo allontanamento, Beryl cresce serena, con i suoi modi rozzi e selvaggi che la portano alla conoscenza di ragazzi del luogo. Conosce i villaggi, le credenze e la lingua immedesimandosi completamente in questo mondo alternativo. Il podere del padre cresce di giorno in giorno e lei stessa convive con la passione di lui, i cavalli del quale ne farà presto un lavoro. Ma come tutte le cose anche la sua infanzia si conclude e Beryl cresce maturando uno stile un pò diverso dalle classiche signorine di Londra di quel periodo. Nonostante tutto riesce ad essere sempre se stessa, bella e indomita con quella luce che nessun altro ha.

Anche il podere del padre avrà dei problemi e quasi in bancarotta è costretto a fare una scelta drammatica, andare via. Beryl non volendo abbandonare la sua vita e il suo passato rimane lì, sposando un uomo che non l'apprezzerà mai fino in fondo, la umilierà e approfitterà di lei. Beryl non rimane al gioco e decide di andare via, qui consocerà vari personaggi stravaganti fra cui la baronessa Karen Blixen  (scrittrice proprio di “La mia Africa”) donna forte e malinconica con un amante al seguito, di cui Beryl si innamorerà.

La sua storia è una storia forte e travagliata, sposata altre due volte non seppe mantenere il vincolo, ne il ruolo di madre che le venne donato nel secondo matrimonio, il suo spirito ribelle e la sua natura non glielo consentirono. Un ritratto di una donna ribelle, ingenua e forse per alcuni versi immatura. Non essendo cresciuta sotto un regime rigido ogni sfogo, ogni passione le era permesso ed è proprio questo che ha portato la nostra protagonista a lasciare così facilmente una strada per ritornare sempre e solo verso la sua di strada, una strada a senso unico...

Un romanzo che vuole insegnarci la libertà di scelta, di ragionamento e di vita, non bisogna per forza essere convenzionali ma vivere la vita come si sente di fare, senza ascoltare i pregiudizi. Con queste pagine (a differenza del libro scritto dalla stessa Beryl, sempre pubblicato per Neri Pozza, "A occidente con la notte") l'autrice ha voluto affondare nella vita di Beryl, nei suoi amori e nelle sue scelte e trasportarci verso la sua passione finale ...il volo.

Il continente africano viene studiato e visto sotto vari aspetti, la natura, la bellezza indomita, l'inconsuetudine del cielo e l'immensità delle distese. Tutto riporta alla vastità di un continente nuovo, vero e generoso che può essere molto severo per chi non lo conosce.

Con un ritmo serrato, pieno di vicende e personaggi Paula McLain con la sua abilità, redige un romanzo esemplare, bello e privo di spigoli. Un'opera d'arte che affascina e ammalia, come l'Africa, come la notte, come la libertà!

P.S.: Ernest Hemingway ha conosciuto proprio Beryl Markham e lei lo ha rifiutato, si presuppone che sia proprio lui il filo conduttore dei due romanzi di Paula.


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