4 luglio 2017

[Recensione] Divorziare con stile di Diego De Silva


Salve a tutti cari lettori! Oggi vorrei parlarvi del nuovo romanzo di Diego De Silva, "Divorziare con stile". 

Mentre vive, Vincenzo Malinconico cerca di capire come la pensa. Per questo discetta su tutto, benché nessuno lo preghi di farlo. Abilissimo nell'analizzare i problemi ma incapace di affrontarli, dotato di un'intelligenza inutile e di un umorismo autoimmune, si abbandona alla divagazione filosofica illuminandoci nell'attimo in cui ci fa saltare sulla sedia dal ridere. Malinconico, insomma, è la sua voce, che riduce ogni avventura a un racconto infinito, ricco di battute fulminanti e di digressioni pretestuose e sublimi. Puri gorgheggi dell'intelletto. Questa volta Vincenzo e la sua voce sono alle prese con due ordini di eventi: il risarcimento del naso di un suo quasi-zio, che in un pomeriggio piovoso è andato a schiantarsi contro la porta a vetri di un tabaccaio; e la causa di separazione di Veronica Starace Tarallo, sensualissima moglie del celebre (al contrario di Malinconico) avvocato Ugo Maria Starace Tarallo, accusata di tradimento virtuale commesso tramite messaggini, che Tarallo (cinico, ricco, spregiudicato e cafone) vorrebbe liquidare con due spiccioli. La Guerra dei Roses tra Veronica e Ugo coinvolgerà Vincenzo (appartenente da anni alla grande famiglia dei divorziati) molto, molto più del previsto. E una cena con i vecchi compagni di scuola, quasi tutti divorziati, si trasformerà in uno psicodramma collettivo assolutamente esilarante. Perché la vita è fatta anche di separazioni ricorrenti, ma lo stile con cui ci separiamo dalle cose, il modo in cui le lasciamo e riprendiamo a vivere, è - forse - la migliore occasione per capire chi siamo. E non è detto che sia una bella scoperta.

Dopo la trilogia che lo ha reso famoso, torna l’avvocato Vincenzo Malinconico. De Silva delinea per il suo protagonista due casi nuovi, giocati come sempre tra il serio e il faceto. De Silva, in un’intervista all’Espresso, aveva definito il suo avvocato partenopeo così: ”Quando ho scritto il primo Malinconico avevo proprio voglia di divertirmi, di buttare uno sguardo che non fosse compassionevole ma divertito e spiritoso sulla drammaticità della condizione professionale, che poi diventa anche personale, familiare e intima. Malinconico è un precario a tutto tondo, è un precario nella professione così com’è precario nei sentimenti. Ma tutto questo lo volevo raccontare con un tono che fosse anche buffo”.

In "Divorziare con stile", l’ironia è confermata e il piacere della lettura assicurato. Un libro ironico e scorrevole.

Buona lettura, alla prossima scoperta!

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