[I°Tappa BlogTour] Una specie di felicità di Francesco Carofiglio

Buongiorno miei cari #FeniLettori! Oggi un BlogTour di un autore molto famoso, Francesco Carofiglio, chi non l'ha sentito?! Una scrittura profonda, elegante e taciturna che arriva dritta al cuore. Noi ospitiamo la prima tappa di questo interessante e diverso progetto...
La vita di Giulio d 'Aprile cambia in una bella giornata di fine ottobre, mentre percorre il viale alberato che lo condurrà all'Istituto dove lavora come psicoterapeuta. Varcata la soglia di quel luogo, in cui il tempo sembra essersi fermato, Giulio incontra l'uomo che molti anni prima era stato il suo maestro. La persona geniale, brillante, autorevole ha lasciato però il posto a un vecchio stanco. La memoria vacilla e gli occhi sembrano perdersi altrove. Da quel giorno il Professore sarà un suo paziente. Da quella mattina di ottobre avrà inizio un duello. I due uomini dovranno fare i conti con una verità dolorosa che entrambi nascondono, in un progressivo e incalzante ribaltamento dei ruoli. La vita di Giulio entra ed esce da quella stanza, il matrimonio fallito, la perdita del padre, il senso di inadeguatezza nei confronti dei figli, il mondo perfetto di un passato confezionato in un'esistenza senza slanci. Fino a quando appare qualcuno e qualcosa accade. E inverte bruscamente la rotta, tra il buio e la luce. Come una crepa nel muro. Come una specie di felicità.
Com’è nata l’ispirazione per questo tuo nuovo romanzo? [Un’immagine, una canzone, un ricordo, un sogno…]

Non lo sai mai come nasce una storia. Da un’immagine, un incontro, da una stanza vuota. Da un sogno ricorrente, dall’odore di certe città. A volte è un vuoto improvviso, un dolore che ti abbraccia e da cui ti lasci abbracciare.

Questo romanzo per esempio è nato da storie diverse che sembravano rincorrersi. Volevo raccontare una storia d’amore, da una parte, che vive storta, sullo sfondo di un mondo di cose concrete e quotidiane. E volevo raccontare un rapporto complesso, tra medico e paziente, tra maestro e allievo, quasi un duello. Queste strade si sono incrociate, intorno alla vita del protagonista, Giulio d’Aprile e il resto è venuto da sé.

Ora che ci penso, però, c’è un’immagine che mi viene in mente, prima di questo libro.  È un’immagine in movimento, di passi in una notte di pioggia, e una chiave che si spezza nella serratura. Questo è successo a me, non a caso, probabilmente, e questo succede al protagonista di questo romanzo.

Io non credo di cercarle davvero, le storie. O magari mi piace pensarlo. Arrivano e basta, ecco, mi piace pensare questo. E quando arrivano devi decidere, se starci oppure no.
Leggo spesso di gente che soffre, scrivendo. Io quando scrivo sono felice.

Quasi, felice. Ecco.

Quindi forse nascono così le storie. Da una promessa silenziosa di felicità.

Cosa ne dite? Vi è piaciuta la tappa? Sono proprio curiosa di sapere cosa ne pensate. Alla prossima!

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