[Rubrica:TeenRewiew#39] Recensione - Il bambino in cima alla montagna di John Boyne


Buon pomeriggio lettori. Buon giovedì e buon quasi(?)fine settimana. Mancano 5 giorni e sarò finalmente libera...saranno i 5 giorni più brutti della mia vita. Anyway, anche se sto studiando tantissimo sono riuscita a finire un altro libro (strano ma vero). Ovviamente anche questo libro è di John Boyne.
"Pierrot è ancora un bambino quando, rimasto orfano, deve lasciare la sua amata Parigi per andare a stare dalla zia in una bellissima e misteriosa magione tra le cime delle Alpi bavaresi. Ma quella non è una villa come le altre e il momento storico è cruciale: siamo nel 1935 e la casa in cui Pierrot si ritrova a vivere è il Berghof, quartier generale e casa delle vacanze di Adolf Hitler. Il Führer lo prende sotto la sua ala protettrice e Pierrot poco alla volta viene catturato da quel nuovo mondo che lo affascina e lo fa sentire speciale, un mondo di potere ma anche di segreti e tradimenti, in cui non capire dove sta il Bene e dove il Male può essere molto pericoloso."

Mentre nel "Bambino con il pigiama a righe" abbiamo come protagonista il figlio di un generale nazista leggermente viziato, nel "Il bambino in cima alla montagna" vediamo un ragazzino meno fortunato a cui nel giro di qualche anno muoiono tutti e due i genitori. Pierrot è un ragazzino sveglio e molto ingenuo: o è tutto bianco o è tutto nero;proprio come  deve vedere il mondo un bambino.

I personaggi sono ben descritti ma non trasmettono niente. Non riescono a suscitare empatia. Ero totalmente apatica mentre lo leggevo. Certo in alcuni punti ho sentito qualcosa,ma credo fosse più per il contesto storico che per i personaggi in sé.

Nel corso del libro vediamo Pierrot cambiare. Infatti,dopo che conosce Hitler la sua mentalità diventa completamente tedesca. E questa evoluzione sarebbe davvero accattivante se solo fosse stata approfondita. Boyne non descrive e analizza la sua evoluzione. Nel libro si vede Pierrot che va a dormire la sera prima con la mentalità francese e si risveglia il giorno dopo con la mentalità tedesca. Sì,certo, c'è un episodio durante la sua permanenza in quella casa che lo tocca particolarmente;ma Boyne non può pretendere che un bambino dopo aver visto (SPOILER) la morte di due traditori cambi mentalità così da un giorno all'altro. Neanche in Beautiful fanno le cose così complicate.

Scusate se faccio spesso confronti con "Il bambino con il pigiama a righe" ma mi piace analizzare l'evoluzione di Boyne dal suo primo libro uscito in Italia all'ultimo uscito(ovvero questo).

Mentre nel "Il bambino con il pigiama a righe" la storia non è solo uno scenario ma diventa quasi la
protagonista,in questo libro la storia non è il centro della vicenda. Il centro della vicenda è l'animo di Pierrot,la sua EVOLUZIONE. Insomma avete capito no? Avrei voluto fosse approfondita meglio.

Una cosa molto carina secondo me,è la comparsa in questo libro di alcuni personaggi del "Il bambino con il pigiama a righe". Compare infatti Bruno con la sua famiglia e anche il generale Kotler.

Nel complesso il libro è scorrevole ma non è nulla di speciale.Lo stile di Boyne è semplice(almeno nei libri per ragazzi), andando avanti con la mia esplorazione nel mondo di Boyne vedrò quali novità usciranno fuori.

"Voltandosi, Pierrot notò sulla parete il ritratto di un uomo serio con i baffetti, che fissava un punto in lontananza: indossava una giacca gialla con una croce di ferro sul taschino, una mano era posata sulla spalliera di una sedia, l’altra piantata sul fianco. Alle sue spalle era appeso un dipinto raffigurante alcuni alberi e un cielo che si oscurava di nuvole grigie, come se si stesse preparando un terribile temporale."

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