4 giugno 2017

[Anteprima Bonfirraro Editore] "Fuori piove": da Livorno a New York attraverso la voce di cinque fantastiche donne


Per Carrie, l’affascinante protagonista di Sex and the city, Manhattan e le sue tre amiche hanno da sempre rappresentato delle culle, posti dell’anima in cui sentirsi al sicuro dalle proprie frustrazioni. Per Anna, Marta, Lory, Tina, Laura - cinque amiche civettuole - Livorno si trasforma in un grande porto sicuro nel quale trovare coraggio e conforto…

È la città toscana, infatti, a fare da cornice, silenziosa e bellissima, a “Fuori piove” il nuovo sorprendente romanzo di Serena Ricciardulli, edito da Bonfirraro nelle librerie alla fine di maggio.

Un viaggio corale, travolgente e appassionante, ammiccante, veloce, dal taglio dolce amaro all’interno di uno dei più profondi sentimenti, l’amicizia, questa volta interamente declinata al femminile. Il romanzo è impregnato dello spirito newyorchese – come si diceva - di “Sex and the city” e dell’animo dissacrante dei livornesi: non mancano, infatti, le citazioni modaiole né le prese in giro volgari. Si sente, infatti, anche Bobo Rondelli (“...bella Livorno mi fermo qui, dentro a un bordello di Madame Sitrì”) tra le righe di questo libro, il cantautore livornese che trasuda vita, una ‘voce porto’, appunto, con tante navi dentro, così come porti sicuri sono, le une delle altre, le cinque protagoniste.

I problemi familiari e le insicurezze, la forza d’animo e i desideri contraddittori sono il pane quotidiano di Marta, Lory, Tina e Laura che hanno sempre e comunque un riferimento certo: le amiche a cui si può raccontare tutto o non raccontare nulla, sicure della loro comprensione. E poi c’è Anna, l’unica che parla in prima persona, che da oltre oceano (si, avete indovinato, proprio da New York) le segue, le controlla e alla fine rimette tutte in gioco, “irrispettosa, arrogante, ma geniale”. È così che, in questo nuovissimo libro, leggero e irriverente, prendono forma cinque spazi interiori di altrettanti personaggi all’interno dei quali fluiscono storie,  di cura, di tenacia, di relazioni. Forse non è un caso che l’autrice sia una nota psicologa - livornese, manco a dirlo, che nel suo libro d’esordio ha instillato tutto il suo know- how professionale.

Ma dietro al suo successo, c’è anche una scrittura minuziosa e lieve – così come hanno sottolineato le sue madrine letterarie Samantha Bruzzone e Nadia Terranova, due figure apprezzatissime del panorama letterario italiano; entrambe hanno scelto il registro ironico, rispettando a pieno lo stile del romanzo. Se la prima ha, infatti, pensato si rivolge direttamente al lettore, "Mettiti comodo. Ti consiglio anche di spegnere il cellulare. Nelle prossime due ore non vorrai essere disturbato perché stai per conoscere cinque amiche. E con loro tutte le donne che hai già incontrato nella tua vita...", la seconda scrive di un libro “Divertente, profondo e leggero come una tazza di tè (corretta) da bere in un pomeriggio di pioggia”.

Un romanzo tutto “al femminile” che soprattutto gli uomini, però, dovrebbero leggere. Per interrogarsi sul valore degli ombrelli. Per approfondire il concetto di protezione. Per capire.
Entrato a pieno titolo nella collana “romanzo Bonfirraro”, la quale racchiude le opere di forte impatto emotivo, la casa editrice continua così la sua riflessione sulle creazioni “al femminile”, non smettendo di gettare luce sull’altra metà del cielo, perché - come spesso ripete l’editore Bonfirraro – “quello femminile è un punto di vista che naturalmente valuta la complessità del reale”. Proprio per questo motivo la Ricciardulli è stata tra le autrici invitate al grande incontro “Oltre i confini in rosa” tenutosi al Salone Internazionale del Libro di Torino lo scorso 21 maggio.
Serena Ricciardulli nata a Livorno, vive nella sua amatissima Castiglioncello con il marito e due figli. Laureata in Psicologia, Specializzata in Psicologia Clinica, Dottore di Ricerca, svolge attività libero professionale nell’ambito della psicopatologia dell’adulto e psicoterapia di coppia. Il suo universo emotivo è stato irrimediabilmente segnato, sin da bambina, dalla lettura di Piccole donne, poi nutrito dalla prosa lirica della sua adorata scrittrice Margaret Mazzantini.

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