[BlogTour] Lie4Me di Mariachiara Cabrini


ALICE E IL CASO DEL FIDANZATO DA MOLLARE
Mariachiara Cabrini

Alice arricciò il naso davanti alla scena che le si presentava davanti. Come potevano degli uomini adulti ridursi in quello stato? Ebeti e sbavanti davanti a un televisore da cinquanta pollici a guardare un'insulsa partita di calcio, vestiti con la maglietta della loro squadra e con i colori dei loro beniamini dipinti sulle guance, come dovessero andare alla guerra per la loro tribù. Ecco quella era l'analogia più giusta. Erano regrediti a trogloditi, in grado solo di emettere urla sconnesse e ripetere la parola birra. Che tristezza.
    Si sedette al bancone del bar e cercò la sua preda in mezzo ai neanderthaliani presenti. Filippo Guidi era un biondino slavato, alto e molto magro, con un aspetto piuttosto allampanato e identificarlo non fu affatto difficile. Era semplice anche capire perché la sua fidanzata Marina volesse lasciarlo per un aitante bagnino conosciuto in vacanza.
Peccato che Filippo fosse il figlio del suo capo e che perciò non potesse mollarlo senza pietà, né poteva Alice inventarsi verità scomode su Marina in modo da indurre Filippo a rompere il fidanzamento, poiché avrebbero potuto mettere in pericolo il suo posto di lavoro. No, stavolta per portare a termine l'incarico assegnatole, cioè liberare la sua nuova cliente Marina dal fidanzato, avrebbe dovuto usare molta finezza oltre che fantasia.
    Aggiustò la profonda scollatura e si diresse verso l'ignara vittima del suo piano.
    -Filippo? Sei proprio tu?
    -Sì, ci conosciamo? - l'uomo girò appena lo sguardo per poi tornare subito a fissare la televisione, completamente disinteressato a lei e totalmente assorbito dal gioco che stava seguendo. Perfetto. Era distratto come sperava sarebbe stato, quando aveva deciso di avvicinarlo la sera della finale di Champions league. Era talmente occupato a guardare quello schermo, che non avrebbe prestato la dovuta attenzione ai particolari della storia che intendeva raccontargli, e le avrebbe creduto automaticamente, senza neppure sforzarsi di ricordare i fatti completamente inventati che gli avrebbe propinato.
    Alice portò una mano al petto, sperando che lui venisse distratto ulteriormente dal suo seno, messo in bella mostra dallo scollo profondo dell'abito -Non ti ricordi di me, avrei dovuto immaginarlo. I playboy come te non ricordano mai le loro conquiste, - alzò la voce fino a renderla stridula, come fosse sull'orlo di una crisi isterica - ma io credevo di essere diversa, credevo ciò che c'è stato fra di noi fosse contato qualcosa anche per te. Evidentemente mi sono sbagliata!
Il volume delle sue ultime parole aveva raggiunto vette tali che Filippo non poteva più ignorarla. E quando si rese conto che gli altri spettatori della partita, tra cui diversi suoi amici, si erano girati a fissarli, arrossì per l'imbarazzo.
    -Non so di cosa tu stia parlando.- le disse mentre la trascinava per mano fuori dal locale, ma stando attendo a fermarsi davanti alle vetrate, in modo da poter continuare a vedere la tv all'interno del bar.
    Alice emise un sonoro singhiozzo -Certo, è stata solo la più bella notte della mia vita, ma tu nemmeno la ricordi. Capisco. Uno come te, con tutte le donne che ha, non può certo tenere il conto.
Filippo la fissava più perplesso che mai. Lui era tutto meno che un rubacuori e lo sapeva. Come lo sapevano i suoi amici che, avendo sentito tutto grazie alle finestre aperte, ora lo fissavano sorpresi e allibiti.
    -Cosa...
    -No.- lo bloccò Alice -non dire nulla, quando il mese scorso ho ceduto davanti alle tue avances mi sono assunta la responsabilità delle mie azioni. Andare a letto con te è stata una mia scelta. E non me ne pento, è stato fantastico. Ma so di non essere alla tua altezza. Tu puoi avere qualsiasi donna vuoi, hai fatto sesso con me solo perché l'abbiamo fatto in tre con la mia amica Vanessa che è una modella, altrimenti nemmeno mi avresti notata.
    Filippo la fissava a bocca aperta -Io...tu...quando...
    -Oddio hai proprio rimosso il nostro incontro, per te non dev'essere stato nulla di speciale, anzi qualcosa da dimenticare! Che delusione! Se oggi non ti avessi reincontrato in questo bar per puro caso, almeno non avrei mai saputo quanto poco sia contata per te quella che per me è invece stata una notte indimenticabile. E' successo sabato due aprile, proprio non ricordi?
    Marina le aveva detto che in quella data Filippo, cosa rarissima per lui, si era ubriacato con ben tre bicchieri di vino e si era quasi assopito al ristorante. Era riuscito a tornare a casa da solo, ma probabilmente non aveva molto chiaro il ricordo di quella serata, perciò Alice aveva deciso di tentare di sfruttare quel fatto e di puntare sulla distrazione della partita di calcio per confondergli ulteriormente la memoria.
    Infatti eccolo lì a spremersi le meningi cercando di ricordare, ma poi non più di tanto, visto come girava lo guardo verso la vetrata per seguire il gioco, dopotutto accettare ciò che lei gli stava dicendo gli faceva comodo, era molto lusinghiero per lui. Che uomo avrebbe mai negato, e davanti ad un pubblico per di più, una serata di sesso a tre, se pur avesse avuto qualche dubbio a proposito?  Nessuno.
    -No...io...mi sembra di ricordare qualcosa...- balbettò Filippo.
    Alice gli sorrise felice -Davvero? Meraviglioso! Perché Vanessa è qui con me, mi aspetta al di là della strada, vedi?
Gli indicò con la mano Vanessa, l'attrice che a volte ingaggiava per qualche caso speciale che non poteva gestire da sola. Era molto bella, bionda e statuaria, con un passato di modella alle spalle e più curve di una strada di montagna a tornanti. Non falliva mai nell'attrarre i clienti e anche questa volta Alice poté vedere la lingua di Filippo finire a penzoloni fuori dalla bocca mentre la guardava. Bingo.
Vanessa, ad un suo gesto concordato, attraversò la strada, e gettò le braccia al collo di Filippo. -Come sono felice di rivederti. Non ho fatto che pensare a te da quella notte. Non vedo l'ora di poter ripetere l'esperienza, e tu?
Lui si limitò ad annuire, era letteralmente rimasto senza parole.
Alice rincarò le dose attaccandosi al suo braccio. -Sì, così potremo aiutarti a ricordare meglio.
-Certo, se siete libere potremo farlo stasera stessa.- rispose lui entusiasta. Aveva ritrovato la voce perduta. E la sua affermazione fu seguita da un boato di incoraggiamenti e applausi dagli spettatori del bar, che non gioivano per un gol, ma bensì per la fortuna del loro amico che aveva cuccato alla grande.
Proprio in quel momento, precisa come un orologio svizzero, ecco comparire da dietro l'angolo Marina.
-Bastardo fedifrago! Mi tradisci e non tenti neppure di agire di nascosto! La mia amica Giada è entrata per caso nel bar e dopo aver sentito il resoconto delle tue avventure amorose mi ha chiamato e mi ha detto di venire subito qui… E io che non volevo crederle!
Filippo era di nuovo allibito e si guardava intorno spaesato, mentre Giada lo salutava con la manina da dietro la vetrata, seduta in un angolo buio del bar, dove difficilmente lui avrebbe potuto notarla.
Non aveva scampo, né scuse plausibili per difendersi. Negare l’avventura lo avrebbe sminuito agli occhi degli amici. Non gli rimaneva che chiedere perdono, se voleva mantenere il rapporto con Marina, ma Alice intendeva togliergli anche quella possibilità. Sarebbe bastato convincerlo che per lui era molto più vantaggioso non riconciliarsi con la fidanzata e rimanere libero come l’aria in modo da poter ‘usufruire’  di quanto gli veniva offerto su un piatto d’argento.
-Questa è la tua ragazza? Me l’aspettavo più bella sinceramente. Cosa fa uno come te con una come lei? – gli sussurrò all’orecchio –Mollala, puoi avere Vanessa e me e tante altre e perdi tempo con quella?
-Come ti permetti sgualdrina che non sei altro! –l’attaccò Marina che aveva sentito tutto.
-Modera i toni Marina, siamo in pubblico – la difese invece Filippo.
-Sì e tu hai già dato abbastanza spettacolo per tutti e due. Rimani pure con queste donnacce, io non voglio vederti mai più! Non chiamarmi, non cercarmi sotto casa, fa finta che io sia morta per te! – e se ne andò a passo svelto.
-Starai molto meglio senza di lei.- lo rassicurò Alice.
-Certo. –confermò Filippo, girandosi verso Vanessa – Allora vogliamo andare a casa mia?
Vanessa gli lanciò un sorriso seducente – Stasera sarà meglio non vedersi, ti sei appena mollato con la tua fidanzata, sono certa che tu non sia in vena di compagnia, ma ti lascio il mio numero.- disse infilandogli in tasca un bigliettino, con un numero inesistente. –Mi raccomando, chiamami.
E se ne andò con Alice, ancheggiando verso il tramonto.

Una volta tornata in ufficio, Alice trovò Marina ad aspettarla, felice e sorridente - Credo proprio che abbia funzionato. Sono libera finalmente!
-Certo che ha funzionato, io non fallisco mai un incarico. Lei ora ha una ragione più che oggettiva per averlo lasciato, il padre di Filippo non potrà mai giustificare il figlio, visti anche i numerosi testimoni presenti sulla scena e non potrà certo biasimarla per aver rotto il fidanzamento. Filippo stesso, non credo tenterà riconciliazioni o scusanti, né cercherà di aizzarle contro il padre. Si è sentito un latin lover, ha provato l’ebrezza della conquista, anche se immaginaria, e da tipico maschio italiano, vorrà continuare a provarla. Per un po’ credo proprio che sarà molto felice di essere scapolo. Se non  riuscirà a concludere con nessuna, tornerà sui suoi passi, ma per allora lei sarà già in una botte di ferro, l’opinione pubblica e del suo ufficio sarà tutta dalla sua parte.
-Lei è un genio, signorina Schiano.
Mentre la sua segretaria Giulia alzava gli occhi al cielo, Alice con finta modestia gongolò un poco –Non un genio, ma sono certamente brava in quello che faccio. Dopotutto mi sono inventata io il mio lavoro e mi calza a pennello.



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