[Rubrica: Se Fosse#14] Intervista a Eugenio Curatola

INTERVISTA A EUGENIO CURATOLA

Buongiorno amici lettori, oggi voglio farvi conoscere un uomo di altri tempi, galante-gentile-romantico, Eugenio Curatola. Autore del libro “Dodicirighe” che nasce dall'omonimo blog. Trovate la mia recensione qui.

Benvenuto Eugenio tra i lettori e gli amici de “La Fenice Book”.
Grazie a te Barbara e a “La Fenice Book” per questa occasione, e salve a tutti voi amici!

L'idea che si possa raccontare in dodici righe le cose importanti della vita mi ha dapprima stupito e poi affascinato. Devo dire che alla fine mi hai convinto. Ci racconti come nasce “Dodicirighe”? 

Il libro “Dodicirighe” e la sua genesi sono legate indissolubilmente all’omonimo blog di cui ti dico subito la storia: Dodicirighe nasce una mattina di Agosto nel 2012, quando un turbine di emozioni stava attraversando il mio cuore e la mia mente. Avevo già avuto un blog in passato, chiuso nel 2009, ma sapevo che questa volta sarebbe stato diverso. E volevo che fosse diverso. Così ho preso due dadi e ho deciso che il numero risultante sarebbe stato quello delle righe di ogni racconto. Un bel rischio ma una bella sfida che non mi pento di aver accolto e che continua ancora ogg. Il libro nasce dalla voglia di mettermi in gioco e trasferire racconti già pubblicati e inediti sulla carta stampata, che non perde mai il suo fascino. Oltretutto, come puoi usare una matita o fare l’orecchio ad un blog ;)

Eugenio Curatola, conosciuto in rete come Curi, è un uomo, uno scrittore e un blogger. E poi? Svelaci qualcosa di te.  

Bella domanda, penso di doverlo ancora scoprire! Se dovessi definirmi potrei dire un “romantico senza speranza”. Sicuramente sono un ragazzo che ha avuto la fortuna di poter fare esperienze in diverse città, conoscendo tante persone e crescere veramente tanto dal punto di vista umano. Tutte queste esperienze, tutte queste persone hanno contribuito a fare di me ciò che sono. Quel tutto che diventa unico  Sono anche un discreto suonatore di chitarra e cantante, suonavo tanti anni fa con degli amici per divertimento. Non sono un patito della palestra, ma potendo fare una partita di calcetto non ci rinuncerei. Il mio film preferito è “I cento passi” di Marco Tullio Giordana, non mi piacciono i libri gialli né fantasy. Mi ritrovo molto nel protagonista di “Opinioni di un clown” di Heinrich Boll.  

Visto che ci segui ti sarai accorto che siamo molto curiosi e che per noi la persona viene prima della sua opera. C'è qualcosa che hai fatto o detto che, potendo tornare indietro, non rifaresti? 

Probabilmente avrei evitato di essere schizzinoso con le persone quando invece avrei potuto essere molto più accogliente. Probabilmente mi mettevo sulla difensiva e avevo paura di essere giudicato o rifiutato. Ma col tempo per fortuna sono riuscito ad acquisire più sicurezza e ad essere meno selettivo

Nella vita di tutti i giorni capita spesso di fare delle liste. Io stessa ne faccio di continuo, da quella della spesa, alle cose da fare prima di morire. (Sorrido). Tu come sei messo a liste? (sorrido ancora) Ne hai una in particolare?(Rido) 

Più che di liste sono un patito dell’organizzazione e della programmazione delle cose. In realtà ho una lista a cui tengo, in cui ho scritto delle cose da dire a una donna in particolare, prima che sia troppo tardi. E’ una lista a cui tengo e, la cosa strana, è che sono sicuro che se la perdessi, semmai dovessi incontrarla, non saprei cosa dirle. Perciò la tengo ben conservata. La lista della spesa la facevo all’estero anche per esercizio della lingua, ma avevo la lista di tutti i film che avevo ed erano veramente tantissimi! Mi piaceva stilare la lista dei libri universitari per materia. Ma per fortuna in questo ultimo campo ho finito!
  
Un segreto, un sogno, un viaggio ancora da fare...

Un segreto è che ho paura da morire dei film horror e non ho intenzione di guardarli! Un sogno è quello di riuscire a scrivere un romanzo , un viaggio ancora da fare è a Budapest. Qualcuno vuole unirsi?


SE FOSSI...
Se un libro o un autore fossero musica...fossero un film, un colore, una città ...Ognuno di noi nel nostro immaginario crea mille mondi, mille volti e mille ideologie. Invece di inserire le solite recensioni e le solite interviste assocerò questa meravigliosa idea di immaginare se un autore fosse...o un libro ...a seconda dei casi...

Oxford, legata ad un anno particolare della mia vita, una città immersa nel verde, a misura di studente e veramente piacevole. Una città dove ho sentito e sento di poter essere tranquillo e me stesso.


Arancione, il colore del mio motorino con cui ho fatto tante peripezie. Il colore dei ricordi e mio colore preferito.



“The blower’s daughter” di Damien Rice. Canzone secondo me veramente bellissima, ma che personalmente mi rievoca tanti bei ricordi, tante suonate e con un finale… a sorpresa e non scontato.


“I cento passi” di Marco Tullio Giordana, perché mi fa sempre venire il coraggio di lottare nonostante ciò che c’è intorno spesso farebbe gettare la spugna.

Commenti

  1. Buongiorno Barbara come sempre bellissima intervista,mi fa piacere conoscere quest'autore, è detto fra noi, anche io ho paura dei film horror

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  2. Bella intervista e trovo il libro interessante :)

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  3. Grazie mille a tutti voi! Un abbraccio :)

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  4. Bellissima intervista! Io invece adoro i film horror :P

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