8 maggio 2017

[Recensione] La fiera delle vanità di William M. Thackeray


Buon pomeriggio cari Lettori e buon inizio settimana! Oggi torniamo a parlare di classici con un romanzo che mi è piaciuto tantissimo.

La fiera delle vanità è il romanzo più famoso di Thackeray, autore famoso per i suoi romanzi ironici e satirici. La storia parla di due donne molto diverse tra loro e dello sviluppo, molto diverso, delle loro vite. Amelia Sedley e Rebecca Sharp si sono conosciute ad una scuola per signorine ma, mentre Amelia proviene da una famiglia benestante e ben vista in società, Rebecca invece proviene da una famiglia povera e disagiata ed ha potuto studiare in quella scuola solo offrendo i suoi servizi come insegnante di francese. La vita, gli amori, le gioie e i dolori delle due donne si incroceranno spesso nel corso della loro vita, contrapponendo la bontà e l'ingenuità di Amelia all'arrivismo senza scrupoli di Rebecca.
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Sono anni ormai che corteggio questo romanzo e mi ripropongo di leggerlo e finalmente ci sono riuscita. Come mi aspettavo, la storia mi ha completamente conquistata come solo i grandi classici riescono a fare!
Rebecca Sharp è una giovane donna di umili origini che è decisa ad arrivare ai vertici della buona società inglese e a diventarne protagonista. Nel tentativo di elevarsi, sempre socialmente parlando, assistiamo ai suoi intrighi, alle bugie, ai raggiri e alle relazioni sentimentali che intraprende. Contrapposta a Rebecca troviamo Amelia Sedley, buona, dolce, spesso ingenua e pronta a pensar sempre bene di tutti.

Il romanzo si regge tutto su questa contrapposizione tra la bontà e la cattiveria, l'ingenuità e la furbizia, la sincerità e la menzogna. Servendosi di due personaggi che non potrebbero essere più diversi, Thackeray fa una satira della stessa società inglese dell'epoca, analizzando personaggi, eventi e situazioni tra le più varie, non risparmiando nessuno ma piuttosto svelando misfatti e retroscena di quella che viene considerata l'élite dell'aristocrazia inglese.

Thackeray ha uno stile meraviglioso, scorrevole, descrittivo, ironico e pungente. Nonostante la mole del romanzo, la storia si lascia leggere che è un piacere e scivola via in un lampo. Thackeray è un maestro nel descrivere luoghi e personaggi, nel renderli reali e nel far diventare il lettore parte della storia. La storia non annoia mai, i colpi di scena sono molti ed è davvero interessante e spesso divertente seguire le avventure dei personaggi.

Alcuni dei personaggi sono davvero indimenticabili. L'intento dell'autore era quello di creare una storia senza eroi, e in effetti ci riesce grazie sopratutto a Rebecca che è la protagonista assoluta del romanzo. Lei con tutte le sue bugie, i suoi intrighi e la sua civetteria senza scrupoli riesce a togliere la scena ad Amelia, il personaggio femminile buono e corretto, che a suo confronto risulta banale. Ma tutti i personaggi sono descritti magnificamente, anche una volta terminata la lettura il lettore non dimenticherà facilmente Becky, Rawdon, Dobbin e tutti gli altri.

In questa Fiera delle Vanità regnano la bellezza, il potere, il denaro e la posizione sociale. Ma una volta svaniti, che cosa resta? Nulla dura per sempre, Becky e Amelia lo imparano presto, anche se in modi molto diversi. Leggendo oggi di quella società verrebbe da pensare che sono tempi ormai passati, ma la verità è che anche se la commedia di Thackeray è finita, di commedie come quella ne vediamo tante anche oggi. La Vanity Fair continua e continuerà all'infinito. Buona lettura!

"Il mondo è uno specchio, e a ciascuno restituisce la sua immagine."

1 commento:

  1. È un classico che ho letto diversi anni fa e ricordo che mi piacque molto, per i personaggi, lo stile... Tutto :-))

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